Atleta dell'anno 2017: Tommaso Corcioni per il Quidditch

Tommaso Corcioni 2

Fra le nuove attività proposte dal CUS Verona nel 2017, il Quidditch è sicuramente la più curiosa. Lo sport nato sulle pagine della celebre saga di Harry Potter si è sviluppato in un'attività vera e propria, e da qualche tempo Verona ha la sua squadra, gli Hydras Verona, guidata da Tommaso Corcioni. Nell'anno appena concluso, Tommaso si è impegnato a fondo non solo per sviluppare la squadra, ma anche per promuovere e far conoscere questa disciplina nello sport, con perseveranza e grandissima passione. 

Come è nata la tua passione per il Quidditch, e come si sta sviluppando in generale questo sport?

Del Quidditch ero venuto a sapere tramite i social, quando ha cominciato a svilupparsi anche in Italia. Parliamo più o meno di 5 anni fa. Avevo cercato di informarmi, e la curiosità di provare a giocare mi aveva subito preso. Tuttavia era una disciplina estremamente di nicchia e non avevo contatti di altre persone interessate nel veronese. Ma quando, nell’estate del 2016, ho sentito di due ragazze (Anita e Maddalena, attualmente nella squadra) che stavano cercando persone per formare una squadra nella nostra città, mi sono precipitato. Adesso lo sport è ancora poco conosciuto, ma sta prendendo finalmente piede nel nostro Paese. Le squadre e i gruppi che provano questo sport aumentano sempre di più e la lega italiana, l’Associazione Italiana Quidditch, sta facendo enormi passi in avanti anche se con fatica. Speriamo soprattutto in un imminente riconoscimento del CONI, giustificato anche per la realtà a livello internazionale di cui facciamo ormai parte.

Da quanto tempo sei col CUS Verona, e che lavoro stai svolgendo?

I contatti col CUS sono partiti ad un anno di fondazione della squadra. Hanno richiesto il loro tempo, ma dal 2017 sono riuscito a inserire il Quidditch come nuova attività CUS, portando perciò tutti i membri della squadra a iscriversi al CUS Verona. Devo dire che ne sono estremamente contento: nel rivolgermi al CUS cercavo quella professionalità e quell’appoggio di cui necessitavano gli Hydras Quidditch Verona. Inoltre ho trovato un ambiente pieno di persone simpatiche e calorose, ed è anche aumentata la voglia di provare le discipline delle altre sezioni. Il lavoro che stiamo svolgendo è per adesso soprattutto improntato sulla preparazione fisica e sullo sviluppo della squadra. Siamo sempre alla ricerca di nuovi giocatori e giocatrici, ma anche di chi voglia solamente provare il nostro fantastico sport. Come attuale allenatore della squadra poi, sono intento a cercare in futuro maggiore spazio all’interno del campionato italiano per gli Hydras. Come coordinatore, infine, tengo i rapporti con il CUS, partecipo e invito i miei compagni a partecipare ai diversi eventi, e mantengo un contatto con il territorio tramite il nostro progetto “Il Quidditch nelle scuole”.

Cosa significa la nomina a atleta dell'anno per te?

È senza dubbio un premio estremamente gratificante. La mia disciplina è ancora caratterizzata dalla ricerca di un riconoscimento in toto: e quindi ricevere una nomina che attesti il mio impegno nel gioco, il mio comportamento in campo, ma anche tutti i miei sforzi per la vita della squadra mi fa un enorme piacere. Sono fiero di ricevere questo attestato, mi guardo indietro e spero di non sbagliare dicendo che credo di essermelo meritato, ma guardo anche avanti e mi accorgo di quanta strada ancora c’è da fare. Forse questo premio può significare per me anche un buon punto per piazzare una bandierina e continuare il percorso, avendo una base solida alle spalle.

Quali sono le tue ambizioni sportive per il 2018?

I prossimi appuntamenti per cui la squadra si preparerà sono la Coppa Italia (Maggio 2018 – Francavilla a Mare), e alcune partecipazioni a tornei amichevoli. Conto di fare la migliore figura possibile e di far crescere la squadra e tutti i suoi membri con questa esperienza. Spero poi di vedere presto qualche nuova recluta agli allenamenti, così da poter crescere in numero. Ma ho soprattutto un traguardo personale da raggiungere: fra una settimana, in provincia di Modena, parteciperò alla selezione per la Nazionale italiana di Quidditch di quest’anno. Ho intenzione di giocare tutte le mie carte e di dare il meglio di me per poter entrare a far parte del team azzurro, che giocherà i mondiali di Quidditch a Firenze quest’estate. Non sarà semplice, ma spero di fare una buona impressione al C.T., e alla fine di meritarmi la maglia azzurra. Credo che si possa chiedere davvero poco di più che poter rappresentare la propria nazione nello sport che si ama.

Raccontaci anche l'attività nelle scuole, e di diffusione in generale.

Il nostro progetto “il Quidditch nelle scuole” è qualcosa a cui tengo molto. Sfruttando la mia professione (sono insegnante di Ed. Fisica e Motoria), avevo già provato a portare in alcuni istituti il Quidditch come nuova attività per gli studenti. Il Liceo Maffei e l’Educandato Agli Angeli sono ad esempio due scuole che hanno spesso fatto domanda per la nostra presenza. Ora, tramite il CUS, è molto più facile trovare porte aperte nelle scuole. E il nostro sport vive di pubblicità e di nuova gente che venga a conoscenza di questa fantastica realtà. Diffondere tra i ragazzi e le ragazze la cultura sportiva con tutti i suoi valori, e farlo spiegando come si gioca a Quidditch, è un lavoro bellissimo. Ci affidiamo anche ai social: la nostra pagina Facebook ha sempre più “mi piace” e i nostri post sono seguiti e commentati. Certo, c’è ancora molto lavoro da fare, perché ancora tante persone non sanno cosa sia il Quidditch. Un ottimo sistema resta quindi anche il passaparola. Perciò tu, che in questo momento stai leggendo l’articolo, proprio tu! Accanto a te c’è sicuramente qualcuno; fermalo e digli che esiste la squadra di quidditch di Verona, che si chiama Hydras Quidditch CUS Verona, e che sta aspettando solo lui/lei per il prossimo allenamento!

News Eventi