I CNU secondo... Francesco Piscitelli: vent'anni dal trionfo

cnu vittoria basket

27 maggio 2000, Cnu di Torino. Si scende in campo per la finale di basket maschile. Il CUS Verona affronta il CUS Bologna. Comincia e finisce qui il racconto di Francesco Piscitelli, che guidò la squadra veronese a una storica vittoria, uno dei risultati più importanti nella storia del CUS Verona ai Cnu, che portò anche al riconoscimento del Cangrande per la squadra, da parte del Comune di Verona.

La squadram composta da Dimitri Scolaro, Giovanni Posenato, Nicola Polettini, Andrea Ceriani, Enrico Veneri, Federico Sauro, Tommaso Altichieri e Federico Andreatta, parte con tanta voglia di dimostrare il suo valore, ma anche con numeri strettissimi, sapendo di dover affrontare realtà molto più strutturate, con giocatori giovani, ma provenienti anche dal mondo professionistico.

 

Raccontaci l'antefatto prima della fase finale...

In quel momento, con funzione di responsabile dei Cnu per il CUS Verona, organizzai la squadra pescando tutti giocatori veronesi, nel giro del basket di varie categorie. Bene o male ci si conosceva, che fosse da compagni o avversari. Disputammo le fasi preliminari, negli anni precedenti avevamo sempre sfiorato la qualificazione, trovandoci a battagliare con potenze come Bologna o Milano, per ragioni geografiche. Quell'anno vincemmo il girone, e nello spareggio con Milano facemmo un buon risultato fuori casa, e gestimmo a Verona, arrivando finalmente fra le prime otto.

 

Da qui, però, la strada non è in discesa...
Per niente, la partenza per Torino fu tribolata. Si andava via in periodo di esami, quindi la rosa si restrinse. basta contare i nomi elencati. Ma ci siamo guardati in faccia, dicendo: andiamo a divertirci, oppure proviamo a vincerla. E i ragazzi volevano giocarsela e vincerla. Da lì è nato un entusiasmo che è stato poi un volano positivo per tutto. La prima gara fu contro Siena, pensate che loro si presentarono con dodici giocatori, coach, assistenti, preparatori, insomma uno staff al gran completo. Ma li battemmo. In finale contro Bologna ci trovammo davanti una squadra praticamente di professionisti. Per loro era anche una questione di prestigio, noi al massimo vantavamo giocatori di categoria C2. Ci siamo compattati, e i ragazzi un po' sottovalutati di Verona hanno dato una dimostrazione di valore a tutti. Ci siamo anche divertiti, ma con grande responsabilità. Il patto era che si facessero sempre trovare pronti al massimo per entrare in campo. 

 

A vent'anni di distanza, qual è l'eredità di quella vittoria?

Nell'immediato, la maggior parte di loro, dopo i Cnu, hanno guadagnato una o due categorie nel basket di campionato, andando anche via da Verona. Ancora oggi, rimane la soddisfazione mia personale di averli guidati in questa impresa, e una grande amicizia. Dopo vent’anni ci sentiamo tutti, siamo abituati a ritrovarci per cena nelle cadenze più importanti, ma quest'anno ovviamente non è stato possibile, e ci dispiace molto.

 

Oggi il tuo mondo cestistico com'è?
Lavoro a Scienze Motorie e nel tempo ho continuato ad allenare. Oggi alleno, due squadre dei Bears Basket Bussolengo, Under 12 e Under 13, anche se il Covid, ovviamente, ha fermato tutte le attività al momento.

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