I CNU secondo... il presidente Zantedeschi: una tradizione mai interrotta

zantedeschi stella

Davvero un maggio diverso da tutti i precedenti, per il CUS Verona. Lo sa bene il presidente Danilo Zantedeschi, autentica anima del CUS e spettatore sempre presente e appassionato delle quasi quaranta edizioni dei CNU, che il CUS Verona ha cominciato a vivere addirittura prima della fondazione ufficiale, gareggiando sotto i colori dell'Università di Padova.

Per la prima volta, l'emergenza Covid-19 ha spezzato questa continuità, ma non la passione che il più importante appuntamento sportivo universitario accende ogni anno negli atleti.

 

"Partecipiamo da sempre come CUS, persino prima della nostra fondazione ufficiale, nel 1984. Come circolo, gareggiavamo come CUS Padova. Nel 2000 ci siamo tolti una grandissima soddisfazione, vincendo a Torino il campionato di pallacanestro maschile contro squadre fortissime, noi che contavamo su giocatori di categorie inferiori rispetto agli avversari. Un blasone di grande importanza, e ce ne sono molti altri, penso alle tante belle medaglie negli sport marziali, nell'atletica, nel calcio a 5.


Non era mai successo che saltasse un'edizione, pur essendo molto complesso organizzare i CNU. Rimane fondamentale l'aspetto sociale: i ragazzi si divertono, stanno insieme, si scambiano opportunità e aprono i loro orizzonti a tutta Italia. La nostra tradizione? Devo dire che andiamo un po' a stagione, ci sono annate in cui siamo imbattibili in alcune discipline, e poi ne emergono altre. Per il prossimo anno, l'augurio è innanzitutto che si possa tornare a svolgere regolarmente i CNU. E chissà, magari un giorno studieremo l'opportunità di candidarci per il futuro, portando questo appuntamento per la prima volta a Verona".

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