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C'è una sola maglia del CUS Verona ai Campionati Italiani Under 23 in programma domenica 12 luglio a Molfetta, ed è quella diIris Pircher. Classe 2005, studentessa al primo anno di Odontoiatria all'Università di Verona, Iris è cresciuta sportivamente sulla pista di Borgo Venezia, dove ha iniziato ad allenarsi da bambina e dove ha costruito, anno dopo anno, un percorso fatto di sacrifici, infortuni e continue ripartenze. Dopo aver conquistato ancora una volta il punteggio minimo di qualificazione, affronterà la manifestazione nazionale con l'obiettivo di confermarsi tra le migliori specialiste italiane di prove multiple. Alla vigilia della partenza per la Puglia, Iris ci racconta il suo percorso, la passione per le prove multiple e gli obiettivi per questo importante appuntamento.
Partiamo da te: raccontaci chi sei, quale disciplina pratichi e come è iniziato il tuo percorso nell'atletica. Come sei arrivata al CUS Verona?
Ho iniziato atletica al CUS Verona undici anni fa e da allora non ho mai cambiato società. Abitavo vicino al campo e mi piaceva tantissimo correre, così i miei genitori mi hanno iscritta. Fin da subito gli allenatori mi hanno fatto provare tutte le discipline: salto in alto, corsa a ostacoli, lanci e salti. Dopo il periodo del Covid ho iniziato ad allenarmi in modo più strutturato e, tra il 2021 e il 2022, è nato il gruppo delle prove multiple. Da lì è iniziato un percorso che mi ha portata a conquistare le prime qualificazioni ai Campionati Italiani, prima indoor e poi outdoor. Nel corso degli anni ho dovuto affrontare anche alcuni infortuni, soprattutto alla schiena e al tendine d'Achille, che mi hanno costretta a fermarmi. Sono però riuscita a tornare in gara e, stagione dopo stagione, a ritrovare la forma e a migliorare i miei risultati.
Come hai conquistato la qualificazione a questi Campionati Italiani e che significato ha per te essere qui?
Nelle prove multiple bisogna raggiungere un punteggio minimo, ottenuto dalla somma dei punti conquistati in ciascuna delle sette discipline. Generalmente riesco a ottenerlo ai Campionati Regionali e anche quest'anno, nonostante abbia avuto meno tempo per prepararmi a causa dell'università, sono riuscita a superarlo. Prima ho totalizzato 4.400 punti e poi 4.500, con un minimo richiesto di 4.300. Partecipare a un Campionato Italiano è sempre speciale. Dopo gli anni in cui cercavo la qualificazione senza riuscirci, oggi viverlo da protagonista mi dà ancora più motivazione e adrenalina.
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Come si prepara una settimana importante come quella che precede un Campionato Italiano? C'è qualcosa che cambia nella tua routine?
Fortunatamente è la settimana di scarico, quindi gli allenamenti sono meno intensi. Il lavoro vero si costruisce nei mesi precedenti, seguendo con costanza il programma tra palestra, tecnica e corsa. Serve tanta disciplina, soprattutto quando magari si è stanchi o non si è nelle condizioni migliori.
Qual è l'aspetto della tua disciplina che ti appassiona di più e quale invece richiede il maggior sacrificio?
La soddisfazione di concludere un eptathlon ripaga qualsiasi fatica. Gli 800 metri (gara conclusiva) sono durissimi, ma quando tagli il traguardo provi una sensazione unica. È proprio questo che mi piace delle prove multiple. Il sacrificio più grande, invece, è trovare la forza di allenarsi anche nei periodi più impegnativi, soprattutto quando bisogna conciliare lo sport con lo studio universitario.
Qual è la disciplina in cui ti esprimi meglio?
Negli anni sono sempre state gli ostacoli, il salto in alto e il giavellotto. Negli ultimi due anni, però, credo che il giavellotto sia diventato la mia specialità migliore. Sono riuscita a migliorare molto e a conquistare anche il minimo per i Campionati Italiani individuali, che era particolarmente impegnativo. È stata una grande soddisfazione.
Con quale obiettivo affronti questa gara? Guardi soprattutto al risultato, al personale o all'esperienza?
L'obiettivo principale è vivere al meglio l'esperienza. Nell'ultimo mese, insieme alla mia allenatrice Anna, abbiamo lavorato molto sul giavellotto, cercando di modificare alcuni aspetti tecnici. Mi piacerebbe riuscire a vedere già in gara i frutti di questo lavoro. Nelle prove multiple è difficile concentrarsi su una sola disciplina, ma dopo questi Campionati vorrei dedicare ancora più attenzione proprio al giavellotto.

Sei l'unica atleta del CUS Verona in gara ai Campionati Italiani Under 23 di Molfetta. Che sensazione è rappresentare da sola i colori della società in un appuntamento così importante?
Mi dispiace che quest'anno non ci siano anche i miei compagni di squadra qualificati come era successo in passato. Allo stesso tempo è un onore rappresentare il CUS Verona in una manifestazione così importante e cercherò di dare il massimo.
Sei una classe 2005: guardando oltre questo weekend, quali sogni e obiettivi ti poni per il futuro?
Le prove multiple sono una disciplina molto impegnativa e sul lungo periodo non è semplice mantenerle ad alto livello. Continuerò finché avrò voglia e riuscirò a essere soddisfatta di quello che faccio. Allo stesso tempo vorrei investire sempre di più sul giavellotto, perché penso di avere ancora ampi margini di crescita.













